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La scacchiera di Spalletti: come la Juve ha smontato il Chelsea

Un'analisi tattica profonda della recente vittoria della Juventus sul Chelsea, svelando i segreti del piano di gioco di Spalletti e le mosse decisive che hanno spezzato l'equilibrio.

Raffaele S. · 07 agosto 2026
La scacchiera di Spalletti: come la Juve ha smontato il Chelsea

Mentre il calciomercato continua a regalare i suoi sussulti – con Zirkzee che si avvicina alla Juventus e David in uscita, e il caso Esposito che infiamma il Cagliari con botta e risposta al vetriolo tra il DG e l'agente Giuffredi – l'attenzione dei veri appassionati non può che ricadere sulla tattica, sul campo. Ed è proprio dal campo che arriva l'eco di una partita che ha fatto rumore, non tanto per il punteggio, quanto per la lezione di calcio impartita: la vittoria della Juventus di Spalletti sul Chelsea.

Non è un segreto che mister Spalletti sia un cultore del calcio ragionato, ma quello che ha mostrato la sua squadra contro i Blues è stato un vero manifesto. La Juventus è scesa in campo con un solido 4-3-3, che in fase di non possesso si trasformava spesso in un compattissimo 4-4-2, con Yildiz e Lucca a pressare alti i centrali avversari. Il Chelsea, dal canto suo, ha risposto con un 4-2-3-1, cercando di sfruttare la fantasia dei suoi trequartisti e la profondità dell'unica punta.

Il primo tempo è stato una battaglia posizionale. La Juve di Spalletti non ha concesso un centimetro, chiudendo tutte le linee di passaggio centrali. La chiave è stata la pressione sul portatore di palla avversario, sempre raddoppiato o triplicato. Le mezzali bianconere, con un lavoro straordinario, si alzavano ad aiutare la pressione dei due attaccanti, impedendo al Chelsea di costruire dal basso con tranquillità. Spalletti, con l'abilità del cesellatore, aveva chiesto ai suoi di lasciare ai Blues solo le fasce laterali, sapendo che i cross sarebbero stati meno pericolosi contro una difesa schierata.

La supremazia numerica a centrocampo era evidente, un classico dello spartito spalllettiano. I due mediani della Juve, coadiuvati dalle mezzali che si stringevano, creavano un imbuto dove il Chelsea finiva per impantanarsi. Questo permetteva anche ai terzini bianconeri di spingere con maggiore libertà, sovrapponendosi e creando superiorità sulle fasce quando la palla veniva recuperata. Il passaggio dal 4-3-3 al 4-4-2 in fase difensiva è stato quasi impercettibile, ma fondamentale per mantenere le distanze tra i reparti e non lasciare spazi invitanti tra le linee.

Il momento di svolta della partita è arrivato nella ripresa, frutto di un'intuizione del tecnico. Spalletti ha notato che il terzino sinistro del Chelsea faticava a contenere le sovrapposizioni del suo esterno destro e ha deciso di accentuare quella pressione. Ha chiesto a Yildiz di allargarsi maggiormente in fase offensiva e di puntare l'uomo con continuità, creando un uno contro uno fisso. La mossa ha dato i suoi frutti: proprio da una di queste scorribande sulla fascia è nato il primo gol, con un cross preciso per l'inserimento di Lucca. E a proposito di Lucca, la sua rete contro l'Osasuna in amichevole qualche giorno fa, come notato da Il Napolista, era stato un buon segnale, anche se, come sempre, le amichevoli vanno prese con le pinze.

Dopo il vantaggio, il Chelsea ha provato a reagire, alzando il baricentro e cercando più verticalizzazioni. Spalletti ha risposto con un cambio intelligente: ha inserito un centrocampista più fisico per dare maggiore copertura e ha arretrato leggermente Yildiz, trasformando il modulo in un più prudente 4-4-1-1. Questa mossa ha permesso alla Juve di assorbire meglio la spinta avversaria e di ripartire con maggiore efficacia, chiudendo definitivamente la partita con un contropiede letale. L'atteggiamento di compattezza, come dichiarato da Spalletti stesso, è stato cruciale, sia nel soffrire che nelle ripartenze, come riporta Il Napolista.

È una vittoria che non vale punti, ma che offre indicazioni preziose sulla strada che la Juventus intende percorrere. La capacità di Spalletti di leggere la partita, di adattare il modulo e di sfruttare le caratteristiche dei suoi uomini, in particolare la crescita di un elemento come Yildiz che il tecnico stesso ha definito importantissimo, dimostra quanto il lavoro sulla tattica sia la vera linfa vitale del calcio moderno. E in un'estate in cui la Fiorentina sta investendo su giovani talenti come Mastantuono, come riporta Il Napolista, il calcio italiano sembra davvero voler puntare su una nuova generazione, sia in campo che in panchina. Non resta che attendere i prossimi capitoli di questa intrigante stagione.

Raffaele S.


Fonti: ilnapolista.it · ilnapolista.it · ilnapolista.it · ilnapolista.it · ilnapolista.it

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