WM: l'equilibrio inglese che spiazzò il calcio
Nel lontano 1926, Herbert Chapman rivoluzionò il calcio con la formazione WM, un sistema nato per bilanciare attacco e difesa dopo un cambio epocale nel regolamento del fuorigioco. Un tuffo nella storia tattica che ancora oggi risuona.
Oggi, mentre il mercato impazza e si rincorrono voci su moduli e acquisti milionari, mi viene in mente come, anche un secolo fa, una singola modifica regolamentare potesse riscrivere completamente le strategie in campo. Parlo del 1925, anno in cui la regola del fuorigioco passò da tre a due avversari necessari per tenere in gioco un attaccante. Una variazione apparentemente piccola, eppure ebbe l'effetto di un terremoto calcistico, rendendo quasi insostenibile la popolarissima “Piramide” 2-3-5 che aveva dominato per decenni (come si legge su Wikipedia e GuidetoFootball.com).
Immaginatevi la scena: un'epoca in cui il calcio era ancora molto incentrato sul dribbling individuale e meno sul passaggio ragionato, come ben descritto su Reddit. La Piramide, con i suoi cinque attaccanti, era perfetta per sfruttare la vecchia regola, ma il cambiamento del '25 spalancò le porte a goleade clamorose. I difensori si ritrovarono improvvisamente in inferiorità numerica costante, e le squadre che insistevano con il vecchio modulo subirono sconfitte pesanti. Fu in questo contesto di necessità che sorse la genialità di Herbert Chapman, allora manager dell'Arsenal.
Chapman, un vero innovatore, comprese che era tempo di un nuovo equilibrio. L'intuizione fu semplice ma rivoluzionaria: sacrificò un attaccante e un centrocampista del 2-3-5, arretrandoli per rinforzare la fase difensiva. Nacque così il celebre WM, un 3-2-2-3 (o 3-4-3 se preferite contare i centrocampisti in blocco) che prese il nome dalla sua disposizione grafica sul tabellone tattico, simile alle lettere W e M sovrapposte. Questa formazione, come spiega bene blog.footballteamgame.com, prevedeva tre difensori centrali, due mediani arretrati a protezione, due interni a collegare i reparti e tre punte, con l'attaccante centrale supportato da due ali.
Il WM non fu solo un mero spostamento di pedine. Introdusse concetti fondamentali che ancora oggi vediamo. Il centrale difensivo (il “centre half”) non era più un regista arretrato, ma un vero e proprio baluardo. I due mediani schermavano la difesa, mentre gli interni si muovevano per creare superiorità in mezzo al campo, offrendo opzioni di passaggio e sostenendo sia la fase offensiva che quella difensiva. L'obiettivo era garantire una solida copertura dietro e una minaccia costante davanti. L'Arsenal di Chapman dominò il calcio inglese negli anni '30, vincendo due campionati e una FA Cup, dimostrando l'efficacia di questo nuovo approccio. Anche la Nazionale italiana, vincitrice di due Mondiali nel 1934 e 1938, adottò varianti di questo sistema con un'enfasi ancora maggiore sulla fase difensiva (fonte blog.footballteamgame.com).
Questo schema richiese giocatori con nuove caratteristiche: i difensori dovevano essere più arcigni nella marcatura, i centrocampisti più dinamici per coprire ampie zone di campo, e gli attaccanti non solo finalizzatori ma anche primi difensori. Si iniziò a parlare di reparti ben definiti – difesa, centrocampo, attacco – concetti che oggi diamo per scontati, ma che all'epoca furono una vera rottura con il passato. Il WM rappresentò il primo vero tentativo di bilanciare scientificamente le fasi di gioco, superando l'idea di un calcio puramente offensivo o difensivo, ponendo le basi per l'evoluzione tattica che avrebbe portato, decenni dopo, al Catenaccio, al Calcio Totale e, infine, al pressing e al posizionale che ammiriamo oggi (come ricorda anche Wikipedia).
E pensare che tutto nacque da una riga modificata su un regolamento. Il calcio è anche questo: non solo gesti tecnici e fuoriclasse, ma anche menti brillanti capaci di leggere il gioco e anticiparne le evoluzioni. Oggi, con i nostri 4-3-3, 3-5-2 e l'ossessione per il possesso o il gegenpressing, dimentichiamo a volte che le radici di questa complessità affondano in esperimenti coraggiosi come quello di Chapman. Chissà quale sarà la prossima regola, o la prossima intuizione, a stravolgere nuovamente le nostre certezze tattiche.
Raffaele S.
Fonti: Wikipedia · Reddit · GuidetoFootball.com · blog.footballteamgame.com
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