Arezzo, un avvertimento ad Allegri: il peso delle prime scelte
Il Napoli di Allegri cade 1-3 nell'amichevole contro l'Arezzo. Un primo test che mette a nudo fragilità tattiche e gambe pesanti nel nuovo 4-3-3 degli azzurri, nonostante il gol di Politano.

L'eco del fischio finale a Carciato è ancora fresco, portando con sé il retrogusto amaro di una sconfitta che, seppur in amichevole, suona come un primo, inequivocabile campanello d'allarme per il Napoli di Massimiliano Allegri. L'1-3 contro l'Arezzo, per il tecnico livornese, è ben più di un semplice incidente di percorso estivo: è il primo vero test sul campo di un'idea tattica che, in queste prime fasi, sembra ancora un cantiere aperto, tra intuizioni e qualche evidente difficoltà.
L'impronta lasciata da Allegri, come riportato anche da Il Napolista, è chiara: un 4-3-3 che vuole essere la base del nuovo Napoli. È un modulo che non sorprende, vista la storia recente della squadra, ma che Allegri sta cercando di plasmare a sua immagine e somiglianza. In campo, nella sfida contro l'Arezzo, il tecnico ha mescolato nomi noti e nuove scommesse. Prisco, il giovane mediano, affiancato da Anguissa e un intrigante Lindstrom, schierato da mezzala, come suggerito sempre da Il Napolista che evidenzia come il suo futuro a Napoli non sia poi così scontato. Rafa Marin in difesa, una prima mossa significativa per la retroguardia.
Ma il banco di prova è stato duro. L'Arezzo di Paolo Bucchi ha sorpreso con una formazione compatta e propositiva, sfruttando le incertezze iniziali degli azzurri. Già al 10', Cerri ha trovato la rete, rompendo l'equilibrio con un'azione di disturbo ben orchestrata che ha messo in evidenza un Napoli ancora legnoso nella fase di ripiegamento. Pochi minuti dopo, Gilli ha raddoppiato, capitalizzando un'ulteriore disattenzione, ponendo subito Allegri di fronte all'esigenza di correggere.
Le mosse dalla panchina sono arrivate: la sostituzione di Lucca per infortunio – una distorsione alla caviglia, come riporta Il Napolista – ha costretto il mister a riorganizzare l'attacco. Ma è stato Politano, autore del gol che ha temporaneamente riaperto i giochi poco prima dell'intervallo, a fornire uno spunto interessante. Saranno le sue parole rilasciate a Il Napolista – “Sapevamo che non eravamo in forma, ci sta, lavoriamo da quattro giorni” – a fornire la chiave di lettura più onesta della prestazione: un Napoli ancora pesante, con gambe e idee da rodare.
L'equilibrio si è rotto definitivamente quando Eklu ha siglato il terzo gol dell'Arezzo, chiudendo di fatto la contesa. Quella rete non è solo il sigillo su una vittoria, ma il simbolo di un'amichevole che ha messo a nudo le fragilità di una squadra in costruzione. Il 4-3-3 è un sistema che richiede sincronia perfetta tra i reparti, e in questo Napoli i meccanismi sono ancora rudimentali. La prova di Lindstrom da mezzala, in particolare, è un azzardo su cui Allegri dovrà riflettere. Potrebbe essere un modo per valorizzare la sua corsa e la sua capacità di inserimento, ma per ora ha lasciato il centrocampo sbilanciato.
Sarà fondamentale, per Allegri, trovare la giusta quadratura tra le ambizioni tattiche e le caratteristiche dei suoi. Non è un caso che Massimo Mauro, come rilanciato da Il Napolista, suggerisca Favasuli come possibile rinforzo, indicando la necessità di intervenire sul mercato per rinforzare il centrocampo. Il cammino è lungo, e se è vero che le amichevoli estive sono test, è altrettanto vero che la prima immagine del Napoli di Allegri è quella di una squadra che ha molto da imparare e tanto su cui lavorare. La difesa, in particolare, dovrà trovare compattezza, non solo numerica ma anche di intesa, per non ripetere gli errori visti contro l'Arezzo.
La Redazione
Fonti: Gazzetta dello Sport · Il Napolista · Il Napolista · Il Napolista · Il Napolista · Il Napolista
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