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Arsenal, l'incubo è realtà: De Bruyne e la difesa azzurra non bastano al Maradona

La sconfitta interna in Champions contro l'Arsenal non deve nascondere le fragilità emerse, in un Napoli che stenta a trovare la quadratura. Allegri ha molto su cui riflettere, mentre la Serie A si prepara a una giornata cruciale.

Raffaele S. · 10 settembre 2026
Arsenal, l'incubo è realtà: De Bruyne e la difesa azzurra non bastano al Maradona

Eccoci di nuovo, a contare i cocci dopo una notte europea che doveva essere riscatto e invece si è trasformata nell'ennesima frustrazione. Non ci gira attorno nessuno e non lo farò nemmeno io: il Napoli visto ieri sera contro l'Arsenal non è ancora la squadra che vogliamo, né quella che, sulla carta, dovrebbe essere. Le dichiarazioni di Allegri nel pre-partita, che parlava di un Arsenal favorito e di una necessità di 12 punti per il passaggio del turno, suonavano quasi profetiche, ma non sono bastate a placare i timori che si sono materializzati con la sconfitta per 0-1, decisa dalla rete di Odegaard. Il risultato è la fotografia di una prestazione dove, a detta di molti, compreso il collega del Mattino, sono mancati proprio gli uomini chiave, Kevin De Bruyne e Hojlund su tutti, protagonisti di una serata sottotono che ha ricordato le difficoltà di San Siro. Il belga, pur schierato titolare a furor di popolo e di tecnico, come raccontato anche dalla Gazzetta, non ha brillato come avrebbe dovuto, e il suo record di precedenti con le inglesi non è servito a piegare i Gunners. È un campanello d'allarme serio, specie se consideriamo il timore espresso da Marolda per una difesa che, a suo dire, presenta ancora troppe voragini, e la preoccupazione di chi, come Braglia, vedeva gli inglesi decisamente fuori portata.

Le tegole, purtroppo, non sono mancate anche prima del fischio d'inizio. Allegri, in conferenza stampa, ha dovuto fare i conti con l'indisponibilità di Anguissa e il dubbio su Neres, entrambi con problemi fisici che li hanno estromessi dalla sfida cruciale. Questa situazione, unita al nervosismo di Lang, che Manna ha richiamato per un comportamento ritenuto 'sbagliato' costringendolo alla tribuna, non ha certo aiutato a trovare la serenità necessaria. Intanto, anche l'Arsenal ha avuto i suoi problemi, con il ritardo aereo che ha fatto saltare la conferenza stampa di Arteta e qualche mugugno interno, come il caso Gyokeres, che secondo Tuttonapoli si sarebbe sentito mancato di rispetto dal tecnico. Non sono alibi, sia chiaro, ma evidenziano un clima teso da ambo le parti, dove solo gli inglesi hanno saputo capitalizzare.

E mentre la ferita europea è ancora aperta, il campionato chiama e impone di guardare avanti. La Serie A ripartirà già domani, venerdì 11 settembre, con l'anticipo Venezia-Fiorentina, diretta da Forneau, come annunciato da Sky Sport. Sabato sarà poi il turno di Genoa-Frosinone e Lazio-Milan, con i biancocelesti di Gattuso, primi in classifica, che dovranno dimostrare di saper gestire il momento di gloria, anche se l'allenatore è consapevole che le "mazzate arriveranno". Intanto, Totti, con la sua consueta schiettezza, ha già escluso il Napoli dalla lotta scudetto, puntando su Roma e Inter come vere candidate. Sono giudizi che fanno male, ma che devono spronare. Sul fronte infortuni, non arrivano buone notizie da Torino, con Locatelli della Juventus costretto all'operazione e a un lungo stop, come riporta Tuttomercatoweb, mentre Piotrowski dell'Udinese dovrà sottoporsi a intervento per un'aritmia cardiaca benigna. Un segnale di quanto il calcio, purtroppo, sia anche fatto di battaglie personali con la salute.

Nel contesto internazionale, la Champions League ha già regalato le sue prime sentenze. Oltre al nostro sfortunato esordio, abbiamo visto il PSG rifarsi con una goleada sullo Slovan Bratislava e il Liverpool ribaltare l'Atletico Madrid, come riporta Calciomercato.com. Anche il Barcellona ha travolto il Feyenoord, mostrando la solita forza devastante. Fa discutere il caso Nkunku, che, tornato al Lipsia, ha espresso tutta la sua incomprensione per la scelta del Milan di cederlo. Un retroscena di mercato che dimostra come le scelte societarie, a volte, lascino strascichi emotivi. E poi c'è la favola del Como di Fabregas, che, pur con un pareggio casalingo contro il Lipsia, ha fatto il suo storico esordio in Champions, con l'allenatore spagnolo che, con umiltà, l'ha definita "una partita come le altre", sottolineando l'importanza di rimanere coi piedi per terra anche di fronte a un traguardo leggendario.

Tornando al nostro cortile, la situazione è complessa. Di Lorenzo ha ammesso che la squadra ha rivisto gli errori commessi con l'Inter, e che servirà una gara perfetta. Questo, dopo un ko casalingo, suona quasi come un'auto-critica necessaria. Il patron De Laurentiis, stando a Tuttonapoli, non sarebbe preoccupato dai due ko consecutivi, ma le voci critiche iniziano a farsi sentire, con chi, come Scotto, parla di un progetto fragile e chiede rinforzi per Allegri. È una dialettica che conosciamo bene, un'altalena emotiva che a Napoli non ci facciamo mai mancare. Adesso, però, è il momento di serrare i ranghi, di ritrovare quell'anima che ci ha sempre contraddistinto. La strada è lunga, e il Maradona, che Calafiori dell'Arsenal ha definito "elettrizzante", dovrà tornare a essere il nostro fortino, non il teatro di altri rimpianti.

Raffaele S.


Fonti: Tutto Napoli · La Gazzetta dello Sport · Il Mattino · Sky Sport · Calciomercato.com · ANSA · Tuttosport · The New York Times

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