Quattro nomi, quello che bene o male ha senso
Quattro nomi per il Napoli di Allegri: tra la trattativa serrata per Gila con la Lazio e il sogno Vicario per la porta, ecco il punto su un calciomercato che balla tra bilancio e ambizioni tecniche.

Allegri non ha ancora pestato un filo d'erba di Dimaro e già il borsino segna quattro nomi: Vicario, Gila, Khalaili, Rabiot. E qui tocca fare i conti veri, perché di questi quattro uno solo è davvero vicino, uno è una scommessa, uno è una trattativa che balla sui milioni di Lotito e l'ultimo è un desiderio del tecnico che con la cassa di De Laurentiis ci litiga di brutto.
Partiamo dal concreto. Gila. L'intesa col giocatore esisteva già da diversi giorni: accordo di massima sul contratto, un quinquennale fino al 2031 da circa 2,6 milioni netti a stagione. Il ragazzo ha detto sì da tempo. Il problema, manco a dirlo, sta a Formello. Lotito spara alto e valuta il cartellino non meno di 30 milioni, anche perché il Real Madrid si tiene il 50% sulla futura rivendita, e quindi la Lazio è costretta a massimizzare l'incasso. Il Napoli, dall'altra parte, ritiene corretta una valutazione tra i 15 e i 20 milioni, considerando che dal gennaio 2027 Gila sarebbe acquistabile a parametro zero. Si parla di scambi, di contropartite — girano i nomi di Beukema, Lucca, Rafa Marin. Insomma: il giocatore è già nostro nella testa, manca solo mettere d'accordo due presidenti che sul prezzo hanno una distanza di dieci milioni. Sul piano della probabilità, è il colpo che metto al primo posto. Sul piano del realismo, conoscendo Lotito, metto in conto che la si tiri fino a Ferragosto.
Poi c'è Vicario, ed è qui che parte la mia testa da contrarian. Sul piano tecnico è il portiere italiano migliore in circolazione: ha vinto l'Europa League col Tottenham nel 2025, la prima coppa degli Spurs in diciassette anni, da titolare con tanto di porta inviolata in finale. Un fenomeno, niente da dire. Sul piano emotivo, però, mi fermo e chiedo: noi un portiere ce l'abbiamo già. Anzi due. Il cartellino di Vicario viaggia tra i 18 e i 20 milioni, e per farlo arrivare bisogna prima cedere uno tra Meret e Milinkovic-Savic — il Napoli vuole vendere il serbo e sfida la Juventus proprio su Vicario. Venti milioni per cambiare un ruolo dove avevamo vinto due scudetti. Lo so, lo so: è un upgrade, sulla carta è un upgrade. Però confesso che quei venti milioni li vedrei più volentieri a centrocampo o in difesa che tra i pali. E mi ricontraddico subito, perché se Allegri vuole davvero costruire da dietro con un portiere di piedi, Vicario è esattamente quello giusto. Chest'è: a volte la ragione del tifoso e quella del tecnico non coincidono, e di solito ha ragione il tecnico.
Khalaili è la scommessa vera. Israeliano dell'Union Saint-Gilloise, classe 2004, terzino di spinta che sarebbe già d'accordo col Napoli per un quinquennale, ma piace anche a diversi club di Premier. Il nodo è il prezzo: l'Union ne chiede 25 milioni, per un ragazzo di vent'anni che in Serie A non ha mai messo piede. Qui faccio l'avvocato del diavolo con me stesso. Da una parte applaudo: prendere un under per la fascia destra, dargli tempo, costruirci sopra, è quello che una società seria dovrebbe fare. Dall'altra mi viene il dubbio di sempre: venticinque milioni per uno che deve ancora dimostrare di reggere il nostro campionato sono un investimento o una giocata al casinò? Dipende da quanto credi negli osservatori. Io, sulla fiducia, ci metto la firma. Ma capisco chi preferirebbe un Dodô o un Norton-Cuffy, più economici e già rodati.
E arriviamo a Rabiot, il pallino di Max. È un'esplicita richiesta dell'allenatore, che lo ha già avuto e lo considera l'uomo giusto per il suo sistema. Bene. Però fermiamoci sui numeri, che è dove la fiaba si scontra col bilancio. Al Milan guadagna circa 4 milioni, cifra fuori dai parametri fissati da De Laurentiis, e il cartellino lo valutano intorno ai 20 milioni. Il Napoli ha in mente il trucchetto: ingaggio base più basso ma carico di bonus facilmente raggiungibili. E i bonus "facilmente raggiungibili" sono come le diete che cominciano lunedì: esistono finché non bisogna pagarli. C'è poi il dettaglio non da poco che tutto si muove solo se parte Anguissa o De Bruyne. Tradotto: Rabiot è l'ultimo della fila, quello che arriva se e solo se si liberano spazio e soldi. Non a caso il borsino gli assegna il 5% di probabilità. Cinque. Lo stesso del meteo che ti dice "possibili rovesci sparsi".
Tirando le somme, e qui la previsione personale vale quel che vale: Gila lo prendiamo, magari sudando sangue con Lotito. Vicario arriva se vendiamo un portiere, e probabilmente lo vendiamo. Khalaili è cinquanta e cinquanta, dipende se l'Union scende dai venticinque. Rabiot resta un sogno di Allegri buono a riempire le pagine di luglio. Poi magari mi sbaglio su tutto e ad agosto torno qui a fare ammenda. Ma una cosa la so: tra il fare il profeta e il fare il tifoso, alla fine scelgo sempre il secondo. Vedremo. E intanto godiamoci il mercato, che a Napoli è uno sport pure quello.
Commenti
Caricamento…