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Napoli: Il Canto dei Numeri. Tra Settebello e un Attacco da Risvegliare

Analisi approfondita dei dati che disegnano la stagione azzurra fin qui: gol subiti, possesso palla e un reparto offensivo che fatica a concretizzare. Cosa ci dicono le cifre a fine settembre?

Raffaele S. · 26 settembre 2026
Napoli: Il Canto dei Numeri. Tra Settebello e un Attacco da Risvegliare

Il calendario segna il 26 settembre 2026, e per il Napoli è tempo di tirare le prime somme, non con le impressioni, ma con la fredda, lucida analisi dei numeri. Un esercizio che ci aiuta a capire dove stiamo andando, o forse, dove dovremmo andare. E le cifre, diciamocelo, disegnano un quadro a tratti confortante, a tratti decisamente meno. Se la classifica di Serie A, aggiornata in tempo reale, ci vede attualmente al nono posto con sette punti dopo cinque giornate, frutto di due vittorie, un pareggio e due sconfitte, il vero racconto emerge dalle statistiche più profonde.

Partiamo dalla fase difensiva, che sembra essere il pilastro su cui Allegri sta cercando di costruire. I sette gol subiti in cinque partite non sono un disastro, ma nemmeno un fortino inespugnabile, sebbene in diverse occasioni la squadra abbia mostrato una certa solidità. Ma è in attacco che la musica cambia, e non in meglio. Il Corriere dello Sport, dati alla mano, ci mostra un Napoli che ha concluso il 42% dei suoi tiri nello specchio della porta, con 21 conclusioni in porta su un totale di 49. Un dato che, di per sé, non è malvagio, ma si scontra con i soli sette gol realizzati finora. Questo divario tra tiri e gol suggerisce un problema di efficacia o, peggio, di vera e propria cattiveria sotto porta.

La tendenza a dominare il gioco, spesso tradotta in un possesso palla elevato, trova riscontro nelle statistiche: ben l'87% dei passaggi è riuscito, con 2084 passaggi completati contro 305 falliti. Questo testimonia una squadra che ama tessere la trama, che cerca la manovra, ma a volte sembra perdersi nell'ultimo passaggio o nella finalizzazione. È come se si giocasse bene fino ai venti metri finali, per poi spegnersi. Non a caso, come sottolinea Tuttonapoli, c'è chi difende Hojlund, sostenendo che le sue difficoltà siano figlie di un gioco corale che stenta a supportarlo adeguatamente. L'attaccante ha bisogno di rifornimenti, e se la costruzione è fluida ma la finalizzazione manca, il centravanti ne risente.

Il “fattore Neres”, di cui si parlava recentemente sul Corriere dello Sport, potrebbe rappresentare una svolta. Dopo un lungo stop di otto mesi, il suo rientro e la sosta potrebbero aiutarlo a ritrovare quell'esplosività che il nostro attacco sta disperatamente cercando. La speranza è che la sua verve possa tradursi in un miglioramento dei dati offensivi, magari aumentando quel numero di occasioni nitide che finora sono state poche, o poco sfruttate.

Sandro Sabatini, riprendendo le voci di mercato estive, ha rivelato sul Il Napolista che un allenatore come Italiano avrebbe voluto ben quattro acquisti, sottintendendo forse una rosa che necessitava di maggiori innesti per essere competitiva su più fronti. Il Presidente De Laurentiis, come riporta Tuttonapoli con le parole di Mimmo Carratelli, è stato bravo a mantenere coperti eventuali problemi, ma i numeri non mentono e a volte urlano più di qualsiasi dichiarazione. Nonostante i valori di mercato dei nostri giocatori restino importanti, il campo è giudice supremo.

Abbiamo visto un Napoli capace di vincere contrasti per il 61%, un buon dato che indica aggressività e voglia di recuperare palla. Ma l'aggressività deve trasformarsi in concretezza, la manovra in gol. La squadra ha un'identità, certo, ma in questa Serie A così competitiva, dove Roma, Inter e Lazio viaggiano a ritmi altissimi, non basta. Bisogna trasformare la qualità del palleggio in pericoli costanti per le difese avversarie. L'allenatore è tra i 'peggiori' per fantamedia in questa fase iniziale del Fantacampionato secondo la Gazzetta, un campanello d'allarme, seppur ironico, sulla scarsa produzione di bonus per i fantallenatori, che spesso si traduce in scarsa produttività reale.

Sette punti in cinque partite non è la fine del mondo, ma nemmeno il trampolino di lancio per sognare. Il Napoli ha dimostrato di saper costruire, di saper lottare a metà campo, ma deve ritrovare quel cinismo sotto porta che lo scorso anno ha spesso fatto la differenza. La sosta in arrivo sarà fondamentale per riflettere, per ricalibrare, per trovare la quadra affinché i prossimi numeri parlino una lingua più azzurra che mai.

Raffaele S.


Fonti: Corriere dello Sport · Corriere dello Sport · Corriere dello Sport · Tuttonapoli · Tuttonapoli · Il Napolista · Gazzetta dello Sport

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