Mercato Napoli: Allegri e l'enigma della rosa. Cosa manca davvero?
Tra voci di corridoio e silenzi assordanti, il mercato del Napoli continua a far discutere. La gestione Allegri è sotto la lente, con le scelte estive che ora pesano sulla squadra.

Il calendario segna il 23 settembre 2026, e a Castel Volturno l'aria è densa di interrogativi più che di certezze. L'inizio di stagione, con soli sette punti in cinque giornate di campionato, è stato descritto dalla Gazzetta dello Sport come il peggiore da oltre dieci anni, un dato che rievoca persino la prima annata di Sarri ma con sensazioni ben diverse. La panchina di Massimiliano Allegri, appena arrivato, sembra già scricchiolare sotto il peso di aspettative disattese e, soprattutto, di una rosa che, per molti, appare incompleta o quantomeno non all'altezza delle ambizioni partenopee.
Il mercato estivo, lo sappiamo, ha lasciato più dubbi che risposte. L'allenatore, secondo quanto riportato da Tuttonapoli, avrebbe accettato senza batter ciglio la scelta della dirigenza di non procedere con ulteriori rinforzi. Una decisione che ora viene messa in discussione da più parti. Ad esempio, Alfredo Pedullà, ripreso sempre da Tuttonapoli, ha sottolineato come al Napoli manchino gioco e una guida chiara, definendo la scelta di Allegri come “azzardata”, a causa di un mercato non all'altezza e di una rosa dall'età media avanzata e martoriata dagli infortuni.
E gli infortuni, ahimè, sono una costante che complica ogni analisi. La Gazzetta dello Sport ha evidenziato come l'emergenza sia quasi perenne, con nomi come Badiashile, Neres e Anguissa tra gli indisponibili. Curiosamente, c'è chi, come Sam Beukema, il difensore olandese, fatica a trovare spazio, quasi un fantasma in questo Napoli di Allegri, nonostante le difficoltà e l'infortunio di Alessandro Buongiorno, come riferito sempre dalla Gazzetta. Ma al di là dei singoli, la questione è più profonda: mancano alternative valide e l'organico appare numericamente e qualitativamente esiguo in alcuni ruoli chiave. Giancarlo Pastore, come citato da Tuttonapoli, ha criticato aspramente le scelte di mercato e la gestione della rosa, suggerendo che il club sia “logorato” dagli ultimi avvicendamenti tecnici.
La dirigenza, tramite le parole di Del Genio a Tuttonapoli, ammette un dialogo costante con Allegri, quasi quotidiano. Ma è proprio lì, in quelle conversazioni, che andrebbero cercate le risposte su perché il Napoli abbia deciso di affrontare questi rischi sul mercato, costruendo una rosa che ora si trova in palese difficoltà. Il dibattito è acceso, e le opinioni divergono. Se da un lato c'è chi, come Lo Monaco (Tuttonapoli), vede segnali positivi, soprattutto nella difesa che sta trovando una sua quadratura, con la coppia centrale che si perfeziona, dall'altro l'attacco arranca.
Il povero Rasmus Hojlund, ad esempio, sta pagando il conto di un impianto di gioco che non lo favorisce. La Gazzetta dello Sport ha evidenziato i suoi soli 15 tocchi in area in sei partite, un terzo rispetto a bomber del calibro di Lautaro o Malen. Questo è un sintomo lampante: il problema non è solo chi manca, ma anche come vengono utilizzati quelli che ci sono. Il centrocampo, senza Tielemans che il Corriere dello Sport dà come affare concluso per il Manchester United, non ha visto innesti di peso, lasciando un vuoto che si percepisce in ogni ripartenza avversaria.
Insomma, l'estate è finita, il mercato è alle spalle, ma le sue conseguenze sono davanti agli occhi di tutti. Questo Napoli, così com'è, fatica. Non è più tempo di recriminazioni fini a sé stesse, ma di analisi profonda. Serviva davvero così poco per puntellare la rosa e dare ad Allegri gli strumenti per lavorare serenamente? O forse, il vero problema è proprio in un'impostazione che non riesce a valorizzare i pochi, ma potenzialmente buoni, elementi a disposizione? La risposta, e la speranza, sta nel campo, ma il tempo stringe.
Raffaele S.
Fonti: Gazzetta dello Sport · Tutto Napoli · Tutto Napoli · Gazzetta dello Sport · Tutto Napoli · Tutto Napoli · Tutto Napoli · Gazzetta dello Sport
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