Bologna domato, ma è il Napoli di Favasuli che vogliamo rivedere
La vittoria sul Bologna ha restituito tre punti e un po' di ossigeno ad Allegri, ma è l'irruenza di Favasuli e l'abnegazione di De Bruyne a indicare la vera strada per il futuro azzurro.

Il Maradona ha tirato un sospiro di sollievo ieri sera, con quella vittoria di misura contro un Bologna tutt'altro che irresistibile. Un 1-0 che vale ossigeno puro, tre punti d'oro per una classifica che iniziava a farsi un po' troppo scura dopo tre sconfitte consecutive. Dobbiamo essere onesti, il risultato non racconta una partita scintillante, tutt'altro. Il gol di Lobotka, l'uomo del momento, è arrivato a spezzare un equilibrio che per lunghi tratti ha avuto il sapore amaro di un brodino caldo in un autunno gelido. Ma non è tanto il gol in sé, quanto ciò che è successo dopo, e soprattutto i segnali che arrivano dalla panchina, a dover far riflettere.
Allegri, come riportato da Il Mattino, aveva chiesto alla squadra di "invertire il trend negativo", e così è stato. Ha mantenuto il suo 4-3-3 d'ordinanza, schierando Milinkovic-Savic tra i pali e una difesa con Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin e Spinazzola, come anticipato dalla Gazzetta. A centrocampo, insieme a Lobotka, ha trovato spazio Gilmour e l'attesissimo De Bruyne, mentre in attacco il tridente era composto da Politano, Hojlund e un Vergara che, va detto, ha faticato a entrare nel vivo del gioco, sollevando di nuovo il dibattito su quale sia la sua posizione ideale in campo, come evidenziato da Il Napolista.
La svolta, quella vera, è arrivata nella ripresa. Quando la partita sembrava incanalata verso un pareggio senza emozioni, ed il Bologna si era arroccato in difesa senza pungere, Allegri ha tirato fuori il jolly dalla manica: Favasuli. E qui, cari amici, il discorso cambia. Il Corriere dello Sport lo ha già incoronato come l'energia che serve al Napoli, e non a torto. Il ragazzo è entrato e ha spaccato la partita, un moto perpetuo che ha ridato verve e imprevedibilità a un attacco che sembrava impantanato. Per Il Napolista, non ci sono dubbi: è stato il migliore in campo, il nuovo idolo del Maradona. Non solo dribbling e incursioni, ma anche quella voglia di prendere in mano la situazione che ha contagiato tutti. È stato lui a innescare l'azione del gol di Lobotka, dando il là a una ripartenza che ha finalmente rotto il muro emiliano.
Ma non è stato solo Favasuli a brillare. Kevin De Bruyne, come sottolineato da Il Napolista, ha giocato una partita da leader, mettendo a referto 85 tocchi e correndo per 11 chilometri, numeri che testimoniano la sua ritrovata centralità nel gioco azzurro. E poi c'è Lobotka, autore del gol decisivo, che ha dimostrato ancora una volta la sua importanza cruciale nel nuovo assetto tattico. Rrahmani, intervistato da Il Napolista, ha confermato che il pressing alto e il doppio play rendono "tutto più facile", una chiara indicazione di dove la squadra stia trovando la sua identità.
Insomma, la vittoria contro il Bologna non è stata perfetta, ma ha mostrato un Napoli capace di reagire e, soprattutto, di trovare risorse insperate dalla panchina. Certo, non si può vivere solo di sprazzi e singoli momenti di gloria, ma l'impatto di Favasuli e la prestazione maiuscola di De Bruyne ci danno la speranza che questo Napoli abbia ancora margini di crescita importanti. La sosta di tre settimane, come ricorda il Corriere dello Sport, arriva al momento giusto: il tempo per recuperare energie, consolidare idee e, si spera, ritrovare quella brillantezza che la squadra di Allegri merita e può certamente esprimere. Ora testa alla Fiorentina, con la consapevolezza che, a volte, sono i "nuovi" volti a portare l'aria fresca di cui si ha bisogno.
Raffaele S.
Fonti: Gazzetta.it · Corriere dello Sport · Il Napolista · Il Napolista · Il Napolista · Il Napolista · Il Napolista · Il Mattino
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