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McTominay, il perno silenzioso del Napoli: quando la presenza conta più del frastuono

Dopo due sconfitte consecutive, si accende la luce su chi, pur senza riflettori accecanti, incide come pochi altri. L'analisi sul centrocampista scozzese, uomo chiave di Allegri.

Raffaele S. · 08 settembre 2026
McTominay, il perno silenzioso del Napoli: quando la presenza conta più del frastuono

Il calcio è strano, non si finisce mai di imparare. Ti regala gioie, delusioni, e poi, in mezzo alla buriana, ti fa notare quei dettagli che, a volte, finiscono per essere i più importanti. Dopo le battute d'arresto con Como e Inter, cinque gol subiti in due gare e un certo nervosismo che Allegri ha subito voluto stemperare con un confronto franco a Castel Volturno, gli occhi del tifo azzurro si sono giustamente concentrati sulla Champions League, con il Napoli che domani sera affronterà l'Arsenal di Arteta, squadra in grande forma (come ricorda Il Napolista). Ma nel guardare avanti, sarebbe un errore non fermarsi un attimo a riflettere su cosa è mancato e su cosa, invece, non può mancare. Ed è qui che emerge, quasi di soppiatto, una figura che, dati alla mano, si sta rivelando imprescindibile per questo Napoli: Scott McTominay.

Non è il nome che ti accende le folle o che ti vende diecimila magliette solo per la sua aura, lo sappiamo. Eppure, il centrocampista scozzese, arrivato in punta di piedi, sta dimostrando sul campo di essere molto più di un semplice uomo di rotazione. Anzi, la sua assenza o presenza pare influenzare in modo quasi clamoroso le sorti del gruppo. I numeri, spesso freddi ma inequivocabili, parlano chiaro: come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport e anche dalla versione inglese del quotidiano sportivo, con McTominay in campo, il Napoli ha vinto ben il 62% delle partite di Serie A. Una percentuale che crolla al 50% quando lo scozzese è costretto ai box. Una differenza netta, quasi decisiva, che non può lasciare indifferenti.

Cosa porta McTominay al Napoli, allora? Non è un funambolo, non ha il dribbling ubriacante, né il lancio alla Pirlo. La sua è una presenza fisica imponente, un recupero palla costante e, soprattutto, una capacità di cucire il gioco che spesso viene sottovalutata. È il tipico centrocampista box-to-box che sa inserirsi senza palla, che protegge la difesa con intelligenza e che, all'occorrenza, sa anche strappare palla e ripartire. Non si risparmia mai, corre per tre e fa sentire la sua fisicità in ogni zona del campo. È la diga, il filtro che, evidentemente, permette agli altri di esprimersi al meglio, liberando i trequartisti e gli attaccanti da compiti eccessivamente gravosi in fase di non possesso. Quando non c'è, è come se mancasse un pezzo del puzzle, e l'equilibrio della squadra ne risente, la coperta si accorcia, e si concede troppo.

Il suo futuro, stando alle indiscrezioni che circolano e riprese anche dalla Gazzetta, sembra sempre più legato a Napoli, con un rinnovo di contratto in vista che testimonia la fiducia che società e tecnico ripongono in lui. Ed è una fiducia ben riposta, perché in un calcio che talvolta si perde nell'estetica e nella ricerca del gesto ad effetto, McTominay incarna l'essenza della concretezza, dell'affidabilità, del lavoro sporco ma prezioso. È un elemento che ti dà equilibrio, che ti garantisce solidità e che permette alla squadra di mantenere la giusta compattezza tra i reparti, sia in fase offensiva che difensiva. Non a caso, in vista della delicata sfida di Champions, Allegri, come riportato dal Corriere dello Sport, starà certamente studiando il modo migliore per affrontare la rocciosa difesa dell'Arsenal, e un elemento come lo scozzese potrebbe essere fondamentale per la fase di non possesso e per le ripartenze.

L'analisi di Massimo Moratti, che ha elogiato il lavoro di Allegri al Napoli e la qualità della rosa, sembra sposarsi bene con questo tipo di ragionamento. Una rosa ottima, certo, ma che necessita dei suoi equilibri e dei suoi interpreti chiave. McTominay è uno di questi, forse non il più appariscente, ma sicuramente uno dei più efficaci. È il prototipo del giocatore che un allenatore come Allegri apprezza e sfrutta al massimo, perché garantisce affidabilità e prestazione costante. In attesa di capire dove questo Napoli potrà spingersi in Europa, come ha sottolineato Allegri stesso secondo Il Napolista, l'apporto di uomini come lo scozzese sarà un tassello fondamentale. Non tutti i gol si contano sul tabellino, alcuni si 'segnano' con la presenza, con l'intensità, con la capacità di farti vincere le partite anche quando non sei sotto i riflettori.

Forse è proprio questa la lezione che le recenti sconfitte ci stanno dando: non basta il talento, serve anche la sostanza, il mastice che tiene unito il gruppo. E McTominay, in questo senso, è un vero e proprio collante, un pilastro silenzioso ma fondamentale per le ambizioni di questo Napoli. La speranza è che, tra una partita e l'altra, il suo valore venga riconosciuto non solo dai numeri, ma anche dalla percezione comune, perché senza di lui, questo Napoli, sembra davvero un po' meno Napoli.

Raffaele S.


Fonti: Gazzetta dello Sport · Corriere dello Sport · Il Napolista · Il Napolista · Gazzetta dello Sport · Il Napolista · TuttoNapoli

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