Mercato Napoli, l'ultimo "colpo" è una domanda: basta così per l'Europa?
Chiusa la sessione estiva, il bilancio per il Napoli si fa tra numeri impietosi e qualche voce fuori dal coro. Tra la difesa del lavoro fatto e le bocciature dei media, resta da capire cosa significhi per le ambizioni azzurre.

Eccoci qui, all'indomani della chiusura del calciomercato estivo 2026, a tirare le somme di un'estate che, almeno per il Napoli, sembra aver lasciato più interrogativi che certezze. Il primo settembre è passato, portandosi via le ultime, flebili speranze di colpi a sorpresa, e ci ritroviamo con una rosa che ha il sapore di un esperimento, più che di una costruzione mirata per l'assalto alle vette.
Il coro unanime, o quasi, delle pagelle è impietoso. Molti quotidiani, tra cui il Corriere dello Sport, hanno affibbiato un sonoro 4,5 al mercato azzurro, un voto che lo posiziona in fondo alla classifica delle grandi di Serie A. Addirittura, secondo Tuttonapoli.net, si parla di una distanza dalle big che sarebbe aumentata, soprattutto in ottica europea. Il giudizio di Mediaset, sempre ripreso da Tuttonapoli.net, è ancora più tranchant: un 5 in pagella, con la chiosa sarcastica che "si è capita la differenza tra Conte e Allegri". Una critica non tanto all'attuale tecnico, ma forse alla gestione pregressa che ha influenzato le scelte di oggi.
Eppure, come in ogni narrazione, c'è chi prova a vedere il bicchiere mezzo pieno. Si è molto discusso della presunta scarsa spesa del Napoli, ma IlNapolista fa notare come in realtà siano stati investiti circa 70 milioni, andando a smontare il mito del "non aver speso niente". È vero, non ci sono stati acquisti eclatanti alla Enzo Fernandez, passato al City, o Fofana, finito al Siviglia, come riporta la Gazzetta, ma un certo movimento c'è stato. Il lavoro "aziendale" di Manna, secondo IlNapolista, è stato quasi impeccabile: 25 cessioni che hanno ridotto il monte ingaggi di circa 25 milioni lordi. Un'operazione di sfoltimento necessaria, vista la rosa enorme da 47 elementi che gravava sui bilanci.
Ma tra il "risanamento" e il "rafforzamento", la coperta sembra corta. Al netto del rientro di Buongiorno, che molti aspettano per capire la lista Serie A, le uscite sono state preponderanti. E qui si apre un punto dolente: se il Napoli ha "pagato il dispendio enorme di energie" della gestione Conte, come suggerito da Alfredo Pedullà, ripreso da IlNapolista, per liberarsi di contratti pesanti, significa che le mani sono state legate. E questo, per una squadra con ambizioni europee, è un problema non da poco. Anche Salvatore Bagni, intervenuto su Tuttonapoli.net, ha difeso Allegri e rilanciato le ambizioni azzurre, parlando di ottavi di Champions, ma la sensazione è che si navighi a vista.
Rimane un caso interessante, quello di Leonardo Spinazzola. Dato per partente ogni estate e ogni inverno, sembra ormai una bandiera, con il suo agente Davide Lippi che, come riporta il Corriere dello Sport, assicura la sua permanenza a Napoli "anche a fine carriera". Un bell'attaccamento alla maglia, ma che non risolve i problemi strutturali di una rosa che appare, almeno sulla carta, incompleta in alcuni settori chiave. La sensazione diffusa è che, nonostante gli sforzi in uscita, il reparto offensivo e forse un centrocampo più muscolare avrebbero avuto bisogno di un rinforzo di peso, non arrivato.
E adesso? Il mercato è chiuso. Non ci sono più "se" o "ma". La squadra è questa e con questa si dovrà affrontare un campionato e, si spera, un percorso importante in Europa. Sarà l'ardore tattico di Allegri a sopperire alle lacune, o l'azienda Napoli, così efficiente sul lato economico, avrà compromesso le ambizioni sportive? Solo il campo, come sempre, potrà darci risposte. E noi, qui a "Napoli 1926", saremo pronti a raccontarvele, giorno dopo giorno.
Raffaele S.
Fonti: Gazzetta.it · TuttoNapoli.net · Corriere dello Sport · IlNapolista.it · IlNapolista.it · IlNapolista.it · IlNapolista.it · TuttoNapoli.net
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