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Napoli, vittoria "utile" contro la Carrarese: Allegri lavora sulla solidità, ma gli attaccanti che fine hanno fatto?

Un 2-0 che non scalda i cuori, ma che offre spunti interessanti sulla direzione tattica di Allegri. Il Napoli vince, sì, ma i gol sono un lusso per pochi. Cosa significa per il campionato che verrà?

Raffaele S. · 27 luglio 2026
Napoli, vittoria "utile" contro la Carrarese: Allegri lavora sulla solidità, ma gli attaccanti che fine hanno fatto?

Il calcio, si sa, è fatto di risultati. E la vittoria per 2-0 del Napoli contro la Carrarese, nel test amichevole di ieri, ci consegna proprio questo: un risultato. Ma se si gratta sotto la superficie di un punteggio tutto sommato rassicurante, emergono domande e qualche preoccupazione. Massimiliano Allegri, come ha ben sottolineato anche a Sky Sport dopo la partita, sembra concentrato sulla condizione fisica e sull'assetto tattico, a scapito forse di quella brillantezza offensiva che tutti i tifosi partenopei sognano. Il tecnico l'ha definita una "buona condizione", e c'è da credergli: la squadra in campo appare più salda, più compatta.

E questo è il primo punto da analizzare. La difesa a quattro, spesso vista come dogma da molti allenatori, è stata la base da cui Allegri ha voluto ripartire ieri. Un 2-0 senza subire reti è sempre un buon inizio, specialmente in un periodo dove la priorità è ritrovare certezze. Ma la fase offensiva, quella che dovrebbe accendere l'entusiasmo, è parsa ancora in rodaggio. I due gol, per quanto importanti, non possono oscurare una manovra che fatica a trovare fluidità. Non è una cronaca secca, ma una sensazione: abbiamo visto il Napoli cercare spesso l'avvio dell'azione dal portiere, segno di una volontà di costruire dal basso, ma poi senza la cattiveria necessaria in area avversaria. Un po' come la squadra di Andrea Pirlo con l'Fc Dubai, che pure ha spesso avviato l'azione dalle retrovie, ha poi stentato a concretizzare, pareggiando 1-1 in un match raccontato dalla Gazzetta.

E qui il parallelo con il recente passato, o meglio, con il presente di altre squadre, diventa inevitabile. La stessa Gazzetta dello Sport, non più tardi di ieri, ha evidenziato come un allenatore come Sarri, all'Atalanta, possa contare su un "poker di centravanti" come Scamacca o persino De Ketelaere utilizzato come falso nove, una soluzione che anche Rudi Garcia aveva già sperimentato con successo. Il Napoli, invece, sembra ancora in cerca della sua quadra là davanti. Che De Bruyne, citato da Allegri, possa portare motivazioni è fuori discussione, ma è la finalizzazione che manca all'appello al momento.

Il calcio moderno richiede non solo solidità, ma anche fantasia e concretezza negli ultimi metri. Se è vero che le amichevoli estive servono a mettere benzina nelle gambe e a oliare meccanismi, è altrettanto vero che il conto alla rovescia per l'inizio del campionato è già iniziato. La Carrarese non era di certo l'avversario più probante, e i buoni test sono sì quelli che si vincono, ma soprattutto quelli da cui si traggono insegnamenti. E l'insegnamento che il Napoli porta a casa è che c'è ancora tanto da fare per trovare il gol con continuità, per non lasciare la sensazione che sia un evento raro piuttosto che la naturale conclusione di un'azione orchestrata.

Questo Napoli di Allegri sembra un talento tennistico come Sinner, come lo descrive il suo coach Vagnozzi citato dalla Gazzetta: "Non è un automa, deve conviverci" con i suoi malesseri. Forse anche il nostro Napoli deve convivere con una fase offensiva che non è ancora del tutto automatica, che non produce quel flusso ininterrotto di occasioni che ci si aspetterebbe da una grande squadra. La lucidità va mantenuta, sì, ma non si può aspettare all'infinito quello "scatto bruciante" che faccia la differenza. Sembra un po' come l'oroscopo odierno per i nati sotto il segno della Vergine, che non si devono "aspettare scatti brucianti, ma piuttosto una falcata regolare". Ma noi tifosi, qualche scatto bruciante, lo vogliamo eccome!

Servirà tempo, certo. Ma il calcio non aspetta. La sensazione è che il Napoli stia costruendo una base solida, forse fin troppo. E si spera che presto si pensi anche a come rifinire il palazzo, aggiungendo quegli orpelli offensivi che fanno la vera differenza. Altrimenti, ci ritroveremo con una squadra difficile da battere, sì, ma altrettanto difficile da amare per la sua poca capacità di stuzzicare la fantasia.

Raffaele S.


Fonti: Gazzetta dello Sport · Gazzetta dello Sport · Gazzetta dello Sport · Gazzetta dello Sport · Il Napolista

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