Dimaro, radiografia del ritiro: tre acciacchi vecchi, due tegole nuove e un Hojlund che già fa gol
A Dimaro Folgarida inizia l'era Allegri tra luci e ombre: mentre Hojlund firma i primi gol, preoccupano le condizioni di Buongiorno e Rafa Marin. Analisi completa del bollettino medico azzurro.
La prima cosa che colpisce, salendo verso la Val di Sole, non è il pallone. È il bollettino medico. Il Napoli di Massimiliano Allegri ha aperto il ritiro estivo di Dimaro Folgarida venerdì 17 luglio alla SKI.IT Arena di Carciato, e ci ha messo poche ore a trasformare la prima giornata in un referto clinico. Con una differenza rispetto al passato, va detto subito: quest'anno il club comunica. Niente misteri, niente sussurri. Un metodo nuovo, adottato con una precisione quasi ostentata, che ha già superato il primo esame quando è servito rassicurare in fretta.
Chi c'è, chi manca. Sono trentadue i convocati portati in Trentino da Allegri, dove la comitiva resterà fino al 27 luglio. Portieri: Meret, Milinkovic-Savic, Contini, Pugliese. Difensori: Beukema, Di Lorenzo, Garofalo, Gutierrez, Marianucci, Rafa Marin, Mazzocchi, Obaretin, Rrahmani, Spinazzola. Centrocampo: Anguissa, Folorunsho, Gilmour, Hasa, Iaccarino, Lobotka, Vergara, Baridò, Prisco. Esterni e attacco: Politano, Lindstrom, Neres, Alisson Santos, Rao, Lucca, Hojlund, Giovane, Milton Pereyra. Da segnalare l'inserimento di Obaretin al posto dell'assente Buongiorno, e una folta presenza di giovani del vivaio che Allegri vuole valutare con i propri occhi.
Le tegole
Il caso Buongiorno è la vera grana, e apre interrogativi che vanno oltre il campo. Il club ha ufficializzato che il difensore non prenderà parte al ritiro: indagini diagnostiche già programmate hanno evidenziato la necessità di un consulto per decidere se intervenire chirurgicamente sul ginocchio destro. La dinamica resta avvolta in un alone di mistero — si è parlato di un problema al menisco e di una cisti al ginocchio già trattata in Francia lo scorso giugno — ma la sostanza è pesante: si valuta l'operazione, e i tempi restano da definire. Un difensore fermato prima ancora che cominciassero gli allenamenti, con una partita ancora da giocare: incomprensibile e preoccupante insieme.
Segnale negativo del giorno 2: Rafa Marin. Nella partitella pomeridiana di sabato il centrale spagnolo si è fermato per un problema alla caviglia destra, accasciandosi a bordo campo dolorante, soccorso subito dallo staff sanitario con il ghiaccio. Un brivido che, con il reparto arretrato già in emergenza, ha gelato il campo per qualche minuto. La buona notizia è arrivata poco dopo, con l'aggiornamento di Sky: solo una contusione. Allarme rientrato, ma il nervosismo attorno alla difesa resta palpabile.
I recuperi in corso
Tre azzurri lavorano a parte con programmi personalizzati, e qui il quadro è di gestione più che di emergenza. Billy Gilmour prosegue l'iter riabilitativo dopo il trauma distorsivo con lesione di alto grado del collaterale mediale rimediato in Nazionale con la Scozia: il recupero più lungo dei tre. David Neres svolge lavoro di rieducazione dopo una terapia infiltrativa rigenerativa al ginocchio sinistro, e nella mattinata del giorno 2 risultava ancora assente dal gruppo. Sam Beukema ha invece iniziato un programma di rieducazione per il riacutizzarsi di una patologia cronica bilaterale al tendine d'Achille: da tenere d'occhio, perché è un fastidio che tende a ripresentarsi.
I segnali positivi
E poi c'è il pallone, finalmente. Rasmus Hojlund è il volto sorridente di questi primi giorni: doppietta simbolica al primo allenamento, di nuovo in gol nella partitella del giorno 2, movimenti e intensità che raccontano un attaccante in fiducia e già dentro il progetto. Accanto a lui Jesper Lindstrom, il grande sorvegliato speciale dopo due stagioni deludenti, ha risposto presente: reti in entrambe le partitelle e la sensazione di un giocatore che vuole giocarsi la riconferma. Sono i due nomi finiti in copertina, e non è un caso.
Bene anche Spinazzola, applaudito per le sue giocate nella seduta mattutina, e un Anguissa sereno, protagonista di siparietti a bordo campo con Allegri e Manna. Il gruppo appare compatto, i tifosi hanno accolto squadra e allenatore con cori ed entusiasmo. Da monitorare con curiosità la posizione di Vergara, che Allegri ha cercato più volte per colloqui individuali durante gli allenamenti: potrebbe non essere un dettaglio.
La linea di Allegri
Sul piano del lavoro, il messaggio tecnico è già chiaro. Allegri ha impostato una preparazione con poca corsa a secco e tanto pallone: partitelle, possesso, uscita dalla pressione. In campo il 4-3-3 come struttura di partenza, ma con qualche assaggio di difesa a tre. Rispetto alle ripetute durissime del primo giorno dell'era Conte un anno fa, il cambio di metodo si è visto subito. Non allenamenti soft — al contrario, ritmo e intensità — ma un'idea di calcio che passa più dalla palla che dalla fatica pura. Doppie sedute, lavoro tattico profondo, prove di tridente: Allegri ha già cominciato a tracciare il suo Napoli.
La sintesi di questi primi due giorni è un ossimoro: un ritiro che parte con l'infermeria affollata ma con l'attacco che segna e sorride. Buongiorno pesa, la difesa fa tremare i polsi ad ogni contrasto, ma davanti qualcosa si muove. Il Centenario è appena cominciato.
Commenti
Caricamento…